# "Tieni la tua posizione" ma solo per alcuni: il doppio standard degli Stati Uniti su autodifesa e lotta palestinese

Se qualcuno irrompe in casa tua, hai il diritto di difenderti?

Negli Stati Uniti, la risposta è inequivocabile: **sì**. In decine di stati, le leggi "Stand Your Ground" (Tieni la tua posizione) consentono ai singoli di usare la forza letale per proteggere la loro proprietà e la loro vita, anche in pubblico e persino quando la ritirata è un'opzione. Eppure, quando i palestinesi, le cui terre sono state occupate e le cui case demolite per oltre sette decenni, cercano di resistere a questa violenza continua, non solo viene loro negata la stessa considerazione morale, ma vengono etichettati come **terroristi**. Questa contraddizione è al cuore di una delle ipocrisie più evidenti della politica internazionale moderna.

## Contesto storico: le radici coloniali del conflitto

L'ingiustizia non è iniziata nel 1967, nel 2000 o nel 2023. Alla fine del XIX secolo, in mezzo all'ascesa del nazionalismo europeo e dell'antisemitismo, è emerso il **movimento sionista** con l'obiettivo di creare una patria ebraica. Nel 1897, il **Primo Congresso Sionista** dichiarò formalmente l'intenzione di stabilire questa patria in **Palestina**, allora parte dell'Impero Ottomano. All'epoca, la Palestina ospitava una popolazione prevalentemente araba e l'ebraico era usato principalmente come **lingua liturgica**, non parlata. La presenza ebraica era minima, limitata a piccoli insediamenti agricoli e comunità sparse.

Tutto cambiò con l'ascesa del fascismo in Europa. Negli anni '30 e '40, mentre gli ebrei fuggivano dalle persecuzioni naziste, decine di migliaia immigrarono nella **Palestina sotto mandato britannico**, causando un drammatico cambiamento demografico. Le tensioni esplosero. Gruppi paramilitari ebraici come **Irgun** e **Lehi** (Gruppo Stern) compirono atti che oggi sarebbero classificati come **terrorismo**: attentati nei mercati arabi, assassinii di funzionari britannici e attacchi come l'attentato all'**Hotel King David** nel 1946, che uccise 91 persone. Assassinarono persino **Lord Moyne**, il Ministro di Stato britannico al Cairo, e fecero esplodere l'**Ambasciata britannica a Roma**.

Queste campagne violente resero insostenibile il dominio britannico. Nel 1947, la Gran Bretagna trasferì il mandato alle **Nazioni Unite appena formate**, che proposero un piano di partizione. Nonostante rappresentassero **solo il 30% della popolazione** e possedessero **solo il 7% della terra**, alla popolazione ebraica fu assegnato il **56% della Palestina**. Le milizie sioniste, insoddisfatte di ciò, lanciarono una campagna violenta per espellere il maggior numero possibile di palestinesi. Il risultato fu la **Nakba** – o "catastrofe" – durante la quale **oltre 750.000 palestinesi furono espulsi** e **più di 500 villaggi furono distrutti** per creare il nuovo Stato di Israele.

## Diritto internazionale e il diritto di resistere all'occupazione

Secondo il diritto internazionale, la presenza israeliana in **Cisgiordania**, **Gerusalemme Est** e precedentemente a **Gaza** è considerata un'**occupazione militare** – uno status giuridico con obblighi specifici. La **Quarta Convenzione di Ginevra** e i **Regolamenti dell'Aia** vietano esplicitamente:

* L'**acquisizione permanente di terre occupate**,
* Il **trasferimento della popolazione dell'occupante** nel territorio occupato (cioè gli insediamenti),
* E lo **sfruttamento delle risorse naturali** a beneficio dell'occupante.

La **Corte Internazionale di Giustizia (ICJ)** ha ribadito ciò nel 2004, dichiarando che il muro israeliano e gli insediamenti erano illegali e che Israele violava gli obblighi internazionali. La **potenza occupante** è obbligata a proteggere la **popolazione civile**, non a sottoporla a leggi militari, demolizioni di case, coprifuoco e restrizioni di movimento in stile apartheid.

Inoltre, il diritto internazionale riconosce il diritto dei popoli sotto **dominazione coloniale e occupazione straniera** di resistere, anche attraverso la lotta armata. Le **Risoluzioni 3246 (1974)** e **37/43 (1982)** dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite affermano:

> "La legittimità della lotta dei popoli per l'indipendenza, l'integrità territoriale e la liberazione dalla dominazione coloniale e straniera con tutti i mezzi disponibili, inclusa la lotta armata."

Questo non è un lasciapassare per la violenza – la resistenza deve comunque rispettare il diritto umanitario internazionale – ma conferma che **il diritto di resistere all'occupazione è legale**. Tuttavia, i palestinesi che esercitano questo diritto sono quasi sempre etichettati come **terroristi**, mentre la potenza occupante riceve aiuti militari e copertura diplomatica.

## La Nakba continua: pulizia etnica con altri mezzi

Sebbene la Nakba sia spesso ricordata come un evento unico nel 1948, in realtà è un **processo continuo**. Oggi, oltre **7 milioni di palestinesi** rimangono **rifugiati o sfollati interni**, negati del loro **diritto al ritorno** riconosciuto a livello internazionale, come affermato nella **Risoluzione 194 delle Nazioni Unite**. Israele continua a imporre questo rifiuto, anche mentre concede la cittadinanza automatica agli ebrei di tutto il mondo sotto la sua **Legge del Ritorno**, indipendentemente dal fatto che essi o i loro antenati abbiano mai vissuto in Palestina.

In **Cisgiordania occupata**, il processo di sfollamento è attivo e si intensifica. Coloni israeliani armati compiono regolarmente **attacchi in stile pogrom** contro villaggi palestinesi, distruggono colture, bloccano strade, incendiano case e aggrediscono famiglie – spesso sotto la protezione o l'indifferenza dell'esercito israeliano. Questi attacchi non sono azioni isolate o non autorizzate; fanno parte di una strategia più ampia sostenuta dallo Stato di **pulizia etnica graduale** volta a cancellare la presenza palestinese dalla terra.

Nel **2024**, la **Corte Internazionale di Giustizia** ha emesso un parere storico dichiarando che:

* Tutti gli **insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali**,
* Israele deve **evacuarli e smantellarli**,
* E deve **risarcire i palestinesi** per le proprietà distrutte e le terre rubate.

Israele ha **ignorato questa sentenza** e, al contrario, ha accelerato la costruzione di insediamenti. Gli Stati Uniti – nonostante il loro presunto impegno per il diritto internazionale – hanno continuato a offrire **sostegno militare e politico incondizionato**, proteggendo Israele da conseguenze significative.

## Il doppio standard degli Stati Uniti sull'autodifesa

Nessun luogo rende questa ipocrisia più evidente del confronto tra la politica interna americana e la sua politica estera.

In tutti gli Stati Uniti, le **leggi Stand Your Ground** consentono ai cittadini di usare la forza letale per difendere se stessi o la loro proprietà. In molti stati, non c'è **obbligo di ritirarsi**, e i tribunali spesso favoriscono la narrativa dell'autodifesa, anche in casi dubbi. La cultura americana celebra questo principio come fondamentale per la libertà – il diritto di difendere la propria casa, famiglia e terra da qualsiasi intruso.

Ma quando i palestinesi cercano di fare esattamente questo – quando **tengono la loro posizione** contro coloni armati, forze di occupazione, demolizioni di case e furti di terra – non vengono difesi. Vengono **demonizzati**. Sono chiamati terroristi, presi di mira da droni, sanzionati, imprigionati senza processo e uccisi.

Cosa dice questo sui valori americani quando:

* Un proprietario di casa in Texas viene celebrato per aver ucciso un intruso disarmato,
* Ma un contadino palestinese che cerca di proteggere il suo uliveto dai coloni viene etichettato come militante e arrestato?

Questo non è un fallimento della logica; è una funzione dell'**opportunismo politico**. Gli Stati Uniti non difendono universalmente il diritto all'autodifesa – lo difendono **quando è allineato con i loro interessi strategici** e **lo negano quando li minaccia**.

Questa moralità selettiva consente a Israele di portare avanti una campagna di spoliazione lunga decenni presentandosi come vittima – e ai palestinesi di essere resi apolidi, senza voce e criminalizzati per aver resistito.

## Conclusione: uno specchio per i valori americani

Gli Stati Uniti non possono continuare a rivendicare il mantello della giustizia, del diritto e dell'autodifesa mentre **finanziano, armano e difendono un regime di apartheid** che sfida apertamente il diritto internazionale e reprime violentemente una popolazione indigena.

Se l'**autodifesa** è un diritto, deve essere riconosciuto come un diritto per tutti i popoli – **non solo per i coloni in Florida, ma per i pastori a Hebron**; non solo per i proprietari di case suburbane, ma per i rifugiati che vivono sotto assedio a Gaza.

Finché la politica estera degli Stati Uniti non sarà allineata con i principi che dichiara di sostenere a livello nazionale, rimarrà complice dell'ingiustizia che sostiene di aborrire.

La Nakba continua. E così la lotta per tenere la propria posizione.
